Ma quella serata magica turba ancora il sonno di chi svolse il ruolo della vittima sacrificale. Stefano Tacconi, ex portiere juventino, dalle frequenze di Radio Kiss Kiss ripercorre con un certo imbarazzo il tonfo di Baggio e compagni: “E’ dura ammetterlo, ma il Napoli ci umiliò – riconosce – Ero il capitano di quella Juve e mi avvicinai a Maradona chiedendogli di non infierire ancora, quattro gol di vantaggio erano ormai un bottino rassicurante. Diego, da grande campione qual era, annuì alla mia richiesta e i partenopei si limitarono solo a controllare il risultato“. Uno schiaffo all’orgoglio difficile da mandare giù.
L’ex atleta ora 55enne si sofferma anche sulla sfida di sabato, animata dalle vicende giudiziarie della vigilia: “La Juventus troverà la grinta giusta proprio da quanto sta sopportando a livello extra-calcistico – spiega – Pechino, tra l’altro, è un covo bianconero e la squadra riceverà un grande supporto. Ma il Napoli non è da sottovalutare, ha le motivazioni giuste per aggiudicarsi il trofeo. Sarà una gran gara“.