Non crediate di essere diventati un pubblico d‘elite, che non si degna più di cantare e spingere la propria squadra, non pensiate che vi sia dovuto che la squadra porti a termine la gara, vincendola e assicurandovi il posto seduti in poltrona a guardare lo spettacolo e semplicemente applaudire o gioire di un gol, o magari disperarsi e dire “peccato“. Dove sono finiti i “dodicesimi” in campo, quelli in grado di iniettare nelle vene dei propri beniamini quella “psico-adrenalina” in grado di svoltare le scene e spingere la squadra a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Silenzi atipici, boati solo nei momenti clou, e fischi, di polemica, di stizza, di delusione verso i propri calciatori, uscenti ed entranti che siano, a testimoniare che si ha memoria corta, si pretende e non si da più come un tempo.
Cosa è successo alla tifoseria napoletana, dove sono finiti i cori, poetici e patriottici, in grado di far venire i brividi in una calda serata e di riscaldare i cuori quando il freddo incombe? dov’è finita la vecchia guardia che mai faceva mancare il supporto vocale? E’ bene ricordarsi che non si è vinto poi nulla di eccezionale e che è ancora lunga la strada che porta al successo, visti i limiti di una squadra che, con ogni probabilità, se avesse avuto dal pubblico quella scossa utile a riacciuffare il risultato, forse oggi avrebbe qualche certezza in più, oltre che due punti. Cari tifosi, che possiate intraprendere la strada giusta che vi ha sempre contraddistinto, che presto si possano udire nuovamente i cori e le urla di giubilo a testimonianza di una fede che va oltre ogni confine, e che deve ancora ed incessantemente supportare un gruppo di ragazzi alla ricerca della felicità.
Articolo modificato 18 Nov 2012 - 01:40