Il gol non abbatte però la Fiorentina che aumenta l’intensità e la qualità delle sue giocate. Così il pari, seppur su rigore, di Rossi non sorprende nessuno. Montella ha dato una mentalità costruttiva alla squadra. L’1-1 rende ancora più frizzante il match. La Fiorentina rischia subito il sorpasso (palo di Cuadrado). Gli azzurri tengono duro, non perdendo mai la testa. Benitez vuole una gara di sacrificio con le linee molto basse e grande cattiveria agonistica sulle palle sporche. Le poche volte che il Napoli riesce a respirare lo fa grazie a Higuain che prende palla a metà campo e la protegge con padronanza tecnica e personalità. Come in occasione del secondo, questa volta decisivo, gol al 36′. L’argentino scarica una prima volta sui mediani che sono a sostegno poi chiude magistralmente, ancora di esterno, il triangolo con Mertens, nonostante le pressione di Compper. Si crea, grazie alla sua sponda, il «2 contro 1» centrale. Mertens mette il turbo e poi incrocia a botta sicura sul palo lungo. Da lì un poi quasi un monologo viola. Ma il calcio è fatto di due fasi e quella difensiva è spesso decisiva per vincere le partite ed i campionati. Reina è il pilastro su cui si fonda la sicurezza intima della squadra. Un portiere moderno nella concezione del ruolo e nei movimenti essenziali e efficaci. Un portiere che inibisce l’avversario e rilancia sempre l’azione (come in occasione del primo gol) trasmette fiducia a tutta la squadra.
Fonte: Il Mattino
Articolo modificato 1 Nov 2013 - 10:09 10:09