4° - LAZIO-ROMA - A differenza del corrispettivo scozzese, nella città eterna non sono motivi religiosi o sociali a determinare la rivalità, ma solo ed esclusivamente rivendicazioni di appartenenza o meno al retaggio culturale della città. Se ci si imbatte nelle radio o sui siti di una delle due squadre, ci si può rendere conto di questa cosa. I laziali, forti della primogenitura cronologica della loro squadra, accusano i romanisti di essere nati 27 anni dopo, peraltro da una fusione di più società, di rappresentare quindi la vera romanità, verace ma non coatta che invece sarebbe tipica del romanista borgataro ignorante, di portare il simbolo dell’impero e di possedere la vera eredità morale di discendenti di quel popolo che conquistò il mondo. Dall’altra parte invece ci si fa forti del nome della città della lupa che risulta di più immediata identificazione con la città rispetto all’aquila, dei colori cittadini, di una veracità romana a differenza dei laziali burini.
Caos Coppa Italia. Con un derby alle porte, quello tra Roma e Lazio in semifinale, che è destinato a generare numerose polemiche.
Da una parte c’è la Rai, che vuole che la partita si giochi in notturna: lo prevede il contratto stipulato con la Lega, pena la multa di un milione di euro a partita che la stessa Lega dovrebbe pagare alla tv di Stato se si giocasse in un altro orario.
Dall’altra le esigenze dell’ordine pubblico: l’ultimo derby ad essere giocato in notturna, con ripetuti incidenti all’esterno dell’Olimpico, risale al 2013. Da quel momento, la Questura di Roma ha sempre deciso per lo svolgimento del match in orario pomeridiano.